FoldIt, lanciato nel 2008 dai ricercatori di Rosetta@home, è ricerca vera sotto forma di gioco: tenta di prevedere la struttura di una proteina avvantaggiandosi dell'innata capacità dell'uomo di risolvere un rompicapo, un puzzle. Il supporto ai giocatori è delegato alla Wiki ufficiale; questa purtroppo è solo in lingua in inglese (e tedesca), da cui l'idea di creare una wiki in italiano per comprendere meglio gli scopi di questo importante progetto.
Aiutare ad ampliare questo progetto è facile: basta cliccare sul pulsante NUOVO ARTICOLO per iniziare subito a collaborare. Non c'è da preoccuparsi per la formattazione dell'articolo o se questo non riesce come vorreste al primo colpo; dopo di voi passerà sempre qualcuno e correggerà eventuali errori e/o migliorerà la pagina.
La ricerca ringrazia!
Iniziative
5-9-2010, 7:18
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In evidenza


Aggiunta la storia dei core di Folding@home e le FAQ sul core GPU3 (in continuo aggiornamento).

.. Lo spazio ..

pulsar, onde gravitazionali, SETI, Via Lattea, galassie, supernove... lo spazio attrae da sempre l'uomo, alla ricerca delle sue origini

.. Proteine ..

sono le nanomacchine della biologia, i cavalli da traino presenti in ogni cellula di ogni essere vivente, studiarle significa comprendere le malattie

.. Il clima ..

il pianeta va verso il surriscaldamento? E a che ritmo? Siamo ancora in tempo? Migliaia di simulazioni per cercare una risposta

.. Numeri ..

per alcuni versi affascinanti, per altri utili. Numeri primi, congetture antiche da dimostrare, teorie e giochi moderni

.. La chimica ..

celle solari fatte di materiali organici, celle a idrogeno, nanomacchine, reattività e magnetismo molecolare. La ricerca è illimitata

Cos'è Stardust@home

Il 15 gennaio 2006 la capsula contenete i campioni raccolti dalla sonda Stardust atterrò nel deserto dello Utah. All’interno di questa capsula vi erano le preziose particelle raccolte da Stardust durante il suo incontro con la cometa WILD 2 nel gennaio 2004, oltre ad altre particelle non meno preziose come la polvere interstellare originata da lontane stelle distanti anni luce.

 

Prima di poterli studiare però questi piccoli granelli stellari devono essere trovati, e questo non è facile. E a questo punto venne l'idea è di trasformare gli utenti in ricercatori di polvere interstellare.

 

Oltre alle migliaia di particelle di diversa grandezza provenienti dalla cometa, gli scienziati stimano che Stardust abbia catturato almeno 45 grani di polvere interstellare. Sono piccoli grani dell’ordine di grandezza di un micron (un milione di metro). Queste minuscole particelle sono intrappolate in un collettore da 1000 cm2 costituito di aerogel. A rendere le cose ancora più difficili, le diverse parti del collettore sono piene di imperfezioni, spaccature, micrometeoriti e superfici diseguali. Tutto questo rende estremamente difficile localizzare le particelle interstellari.

Se questo progetto fosse stato avviato negli anni 80-90, si sarebbero cercate le tracce delle particelle con un microscopio ad alto ingrandimento, a mano. Dato che il campo  visuale del microscopio è molto stretto, si sarebbero dovuti compiere oltre 1,6 milioni di movimenti per cercare in tutto il collettore. E per ogni singola porzione di campo visivo si sarebbe dovuto muovere sempre a mano il focus in su e in giù. Tantissimo lavoro che sarebbe tutt'ora in corso!

Con l’aiuto di volontari talentuosi, sparsi in giro per il mondo, è possibile portare a termine questo progetto in mesi anziché anni. Ovviamente non si possono invitare centinaia di persone a lavorare nei laboratori con pochi microscopi a disposizione! Quindi si è pensato di usare un processo di scansione automatica al microscopio, per ottenere una raccolta completa di immagini dell'intero collettore di aerogel.
Ogni porzione di questa scansione viene chiamata “focus movie” ed è una sequenza di immagini in cui ogni fotogramma rappresenta la visione di una certa porzione di campo visivo con un diverso focus. Praticamente si utilizza un "microscopio virtuale" su web e muovendo il mouse si cambia la visuale: è come se l'utente lavorasse con un vero microscopio elettronico. In tutto ci sono un milione di questi ”focus movie”.

Come compenso per l'importante supporto dei volontari di Stardust@home, l'eventuale scopritore di particelle intestellari apparirà come co-autore sulle riviste scientifiche su cui Stardust@home annuncierà la scoperta della particella. Questo privilegio porta anche ad avere diritto a dare il nome alla particella! Ogni particella, appena scoperta, viene nominata con una specie di combinazione alfanumerica, ma il nome corrente con cui verrà chiamata la particella dalle persone verrà dato dal suo scopritore.

 

Quindi, riassumendo, l'aiuto degli utenti consiste nel ricercare delle tracce delle particelle raccolte dalla sonda lavorando con un microscopio virtuale, tutto su base web ovvero senza scaricare alcun programma sul proprio PC. In base alla quantità di elaborazioni svolte il programma assegna un punteggio (crediti): vi sono molti siti di statistiche su cui visualizzare i propri progressi.