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A un anno di distanza dall'annuncio di nuovi progetti di simulazione, ClimatePrediction (BOINC) punta quasi tutto sul Millennium Experiment e sulla nuova applicazione FAMOUS. Lo scopo è quello di capire meglio i cambiamenti climatici dall'800 DC ad oggi (cioè poco più di un millennio), stabilendo se possibile le cause delle singolarità climatiche che si sono verificate. Ovviamente tutto ciò servirà a migliorare le nostre previsioni per il futuro.
Il "Periodo caldo medioevale" 900-1300 o la "Piccola Era Glaciale " che ne seguì 1300-1900 sono stati dei fenomeni locali? Probabilmente sono dovuti a variazioni delle attività vulvaniche e solari, ai cambiamenti delle abitudini dell'uomo e forse anche alle correnti oceaniche, ma il contributo di ogni singola componente non è ben chiaro.
Oltre al voler soddisfare la curiosità dei ricercatori, questo esperimento è motivato dall'urgenza di migliorare le previsioni climatiche per il futuro. I modelli climatici si sono sino ad ora evoluti soprattutto per poter fare delle previsioni sul breve periodo, analizzare un millennio di dati potrebbe migliorare la capacità di simulazione di un futuro non così immediato.
La difficoltà di ricostruire il clima dell'era pre-industriale stà nel fatto che non esistono registrazioni strumentali attendibili e quindi si è costretti ad affidarsi a dati approssimativi. Si va quindi a cercare tra i documenti dell'epoca o nell'immenso archivio della natura (anelli concentrici dei tronchi d'albero, carotaggi nei ghiacciai, stratificazioni di sedimenti). Nessuno di questi dati fornisce ovviamente una perfetta e imparziale visione del clima del passato. A livello simulativo poi, questi dati hanno una loro utilità solo se si utilizza un algoritmo che tenga conto di un numero elevato di variabili.
La strategia
L'applicazione utilizzata per le simulazioni è una variante più performante del modello climatico UKMO, chiamata FAMOUS. Gira almeno 10 volte più velocemente dell'applicazione HADCM3L a cui siamo abituati, quella per intenderci utilizzata nel famoso BBC Experiment. Il motivo principale è che viene utilizzata una risoluzione minore dell'atmosfera e un passo temporale superiore per le variazioni climatiche degli oceani. Il risultato è che i 1600 anni di simulazione che si intende effettuare, durano come 160 anni delle simulazioni del BBC Experiment.
Ogni simulazione climatica, quindi ogni singola WU che il nostro PC va ad elaborare, è caratterizzata da alcune specifiche condizioni iniziali (pressione, temperatura, etc...) e dalle perturbazioni dei parametri fisici studiati. In questo caso però il software dovrà tenere conto anche di una elevata variabilità dei parametri e di molte "forzature" climatiche, questo a causa della grande incertezza sui dati storici a disposizione.
Ad esempio si stima che la somma della potenza delle eruzioni vulcaniche dell'ultimo millennio sia diverse volte maggiore di quella del Pinatubo nel 1991. Ma, per sopperire all'incertezza dei dati, ci saranno dei modelli che considereranno una potenza fino a 3 volte superiore a quella stimata.
Di questo passo è abbastanza ovvio che moltissime simulazioni daranno dei risultati inaccettabili, ma molto utili. Infatti il primo passo è quello di trovare delle combinazioni di condizioni iniziali e forzature che producano un modello verosimile del clima dell'ultimo millennio. Una volta che i ricercatori avranno isolato dei modelli attendibili e stabili, allora questi modelli verranno utilizzati per fare delle previsioni per il futuro.
Chi supporta il progetto
Il Millennium Experiment è stato approntato dal progetto della Commissione Europea chiamato "European Climate of the last Millennium" (http://www.millenniumproject.net/). I partner del progetto hanno lavorato duramente per ridurre quanto più possibile l'incertezza dei dati storici a disposizione, raccogliendo una gran quantità di informazioni. Il modello climatico è stato sviluppato da Oxford in collaborazione con l'UK Met Office e con il Sony Computer Science Laboratory di Parigi. I fondi a disposizione al momento copriranno le spese fino a tutto il 2011.
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