La STELLA del progetto
Le
stelle variabili binarie ad eclissi sono sistemi che consistono di due stelle orbitanti attorno al loro centro di massa su un piano parallelo al nostro orizzonte visuale: questo significa che alla nostra vista quel piano si presenta come una linea. Immaginate cioè che le due stelle stiano su di un frisbee e che orbitino tracciando traiettorie concentriche ad esso. Ora provate ad osservare le due stelle dal bordo del frisbeee: ogni tanto una delle due stelle si piazzerà davanti all'altra impedendone la vista - questa è una eclissi.
Quando una stella eclissa l'altra vi impedisce di vedere la luce di quest'ultima e di conseguenza l'intensità complessiva della luce è inferiore.
Trattandosi di una eclisse è possibile tracciare un grafico della luminosità della stella nel tempo. La forma della curva dipende da alcune caratteristiche fisiche: 1) la diversa luminosità propria delle due stelle, 2) le dimensioni delle due stelle, e 3) l'inclinazione dell'orbita così come viene vista dalla Terra (cioè l'inclinazione di quel frisbee immaginato in precedenza).
Johann Fritsch è stato il primo a notare la variabilità della Epsilon Aurigae nel 1821, quando essa era più o meno a metà di una eclisse. Gli astronomi tedeschi Argelander e Heis iniziarono entrambi ad osservare con regolarità la stella a partire dal 1842-1843 e i dati di entrambi mostrano un significativo calo di luminosità verso il 1847. Nel diciannovesimo secolo si hanno poi ulteriori registrazioni di eclissi negli anni 1874-1875, e 1901-1902. Queste eclissi ebbero una durata eccezionalmente lunga.
Il mistero
Nel 1928 Harlow Shapley stabilì che le due stelle hanno una massa simile. In base a questa informazione si dovrebbe concludere che le stelle debbano anche avere la stessa luminosità ma questo non è vero. Una delle due stelle, denominata "primaria", verrebbe eclissata da una seconda stella, la "secondaria", pressoché invisibile.
Nel 1937 un articolo a firma di tre grandi astronomi, Gerard Kuiper, Otto Struve, e Bengt Strömgren, suggerì che il sistema era composto da una supergigante gialla e da una seconda stella estremamente fredda e debole descritta come "semitrasparente". Secondo questo modello, durante una eclissi la luminosità della stella primaria traspare ai nostri occhi velata dalla atmosfera estremamente rarefatta della stella secondaria.
Un articolo del 1965 di Su-Shu Huang introduce invece l'ipotesi che ci sia un disco composto da polveri opache situato nei pressi del bordo stellare e che sia questo a provocare l'eclissi.

Nel 1971 Robert Wilson intoduce l'idea che il disco sia inclinato e con un foro centrale; questo spiegherebbe meglio l'andamento della luminosità durante le eclissi (che ricordiamo non hanno tutte la stessa durata e andamento). Durante l'eclissi del 1954-56 è stata infatti registrata una luminosità minima superiore alle eclissi precedenti; è possibile che il buco centrale stia crescendo. A conferma di questo ci sarebbero anche i dati che confermano che il periodo di minima luminosità sia cresciuto, dall'inizio delle osservazioni, di 64 giorni mentre la durata totale dell'eclissi è diminuita di 44 giorni!
Durante l'eclisse del 1982-84 (l'ultima verificatasi prima dell'attuale) la luminosità del periodo centrale è stata la maggiore di sempre: nel grafico la luminosità non viene riportata su una scala assoluta, ciò che va notato è la differenza tra il periodo di eclissi e quello "normale". Nella stessa eclissi la durata del periodo centrale fu la più piccola di sempre così come la durata delle fasi intermedie. Dal 1901 al 1983 il periodo di minima luminosità è aumentato da 313 a 445 giorni, la durata totale è diminuita da 727 a 640 giorni!
Anche queste variazioni di durata e intensità non sono però periodiche quindi il mistero resta. Lo scopo del progetto è quello dunque di raccogliere il maggior numero di informazioni possibili per tentare di dare una spiegazione complessiva del fenomeno.